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Nuovo blog!

Annunciato più volte, è arrivato il momento di lasciare questa piattaforma, che ringrazio per avermi ospitato per un bel periodo, dove sono nate tante amicizie. Ma questo blog non chiude, si rinnova, si trasferisce  QUI! Spero verrete a trovarmi anche lì! Ciaooo

L’inizio

Amo gli inizi più delle conclusioni. Amo l’entusiasmo che mi prende quando inizio una cosa nuova, diversa. Forse perchè la mente è ancora libera di sognare, ancora non è influenzata dai confini che la realtà presto arriva a mettere.
Amo gli inizi per ciò che ne consegue, perché chi comincia, si sa, è a metà dell’opera.
Amo gli inizi, perché senza inizio non ci sarebbe fine e senza fine noi non saremmo umani.
Amo gli inizi, perché inizio è il filtrare dei raggi del sole all’alba dalla finestra, inizio è un sorriso scambiato la prima volta…inizio è il primo bacio. C’è qualcosa di paragonabile al “primo giorno” che vivono due persone non appena si dichiarano il loro amore? L’aprirsi reciproco, quando si sciolgono le paure e tutto diventa possibile. Quando verrà spontaneo prenderle la mano per attraversare la strada. Quando i suoi occhi ti faranno capire che è arrivato il momento.
E poi ricordo gli inizi della scuola, quello strano batticuore…gli inizi all’università quando uscì dal piccolo liceo e dalla provincia e tutto mi sembrava enorme, e adoravo quel mare da attraversare.
Vuoi mettere le euforie dell’inizio con la disillusione che tutti i ragionamenti a posteriori portano con sè? Nei film è raro trovare una conclusione che piaccia più del film stesso…la conclusione non è altro che una carrellata di eventi vista col senno di poi.
Adoro gli inizi…i titoli di coda speriamo di non vederli mai.

Sciopero blogger

Tragedia di Viareggio

Quante vacanze ho passato a Viareggio, quanti treni ho preso in quella stazione..perciò mi ha fatto ancora piu effetto questa tragedia. L’Italia, paese delle mille emergenze..che sempre DOPO si accorge dello stato delle cose, della mancanza di manutenzione, incuria. E intanto molte famiglie ancora una volta piangono…

Un blog nell’era di facebook

ha ancora senso aprire un blog nell’era di facebook? I commenti non sono piu tanti come prima, si entra in contatto e si comunica più facilmente sui social network..etc.. ma nonostante questo credo sia ancora utile tenere un blog. ha ancora senso aprire un blog nell’era di facebook? I commenti non sono piu tanti come prima, si entra in contatto e si comunica più facilmente sui social network..etc.. ma nonostante questo credo sia ancora utile tenere un blog. Piuttosto la sua funzione va ripensata: il blog può essere uno spazio assolutamente personale in cui c’è piu pvha ancora senso aprire un blog nell’era di facebook? I commenti non sono piu tanti come prima, si entra in contatto e si comunica più facilmente sui social network..etc.. ma nonostante questo credo sia ancora utile tenere un blog. Piuttosto la sua funzione va ripensata: il blog può essere uno spazio assolutamente personale in cui c’è piu possibilità di esprimersi meglio, un luogo di riflessione più intimo, non sottoposto alla frenesia di mille contatti, di tante distrazioni. Insomma andare su un blog è come uscire dal bar per fare una chiacchierata a due, per ascoltarsi meglio. Un posto dove rendere la conoscenza più profonda. Come ascoltare tutte le canzoni di un cd di un artista, piuttosto che solo quella che trasmettono in radio…ha ancora senso aprire un blog nell’era di facebook? I commenti non sono piu tanti come prima, si entra in contatto e si comunica più facilmente sui social network..etc.. ma nonostante questo credo sia ancora utile tenere un blog. Piuttosto la sua funzione va ripensata: il blog può essere uno spazio assolutamente personale in cui c’è piu possibilità di esprimersi meglio, un luogo di riflessione più intimo, non sottoposto alla frenesia di mille contatti, di tante diha ancora senso aprire un blog nell’era di facebook? I commenti non sono piu tanti come prima, si entra in contatto e si comunica più facilmente sui social network..etc.. ma nonostante questo credo sia ancora utile tenere un blog. Piuttosto la sua funzione va ripensata: il blog può essere uno spazio assolutamente personale in cui c’è piu possibilità di esprimersi meglio, un luogo di riflessione più intimo, non sottoposto alla frenesia di mille contatti, di tante distrazioni. Insomma andare su un blog è come uscire dal bar per fare una chiacchierata a due, per ascoltarsi meglio. Un posto dove rendere la conoscenza più profonda. Come ascoltare tutte le canzoni di un cd di un artista, piuttosto che solo quella che trasmettono in radio…ha ancora senso aprire un blog nell’era di facebook? I commenti non sono piu tanti come prima, si entra in contatto e si comunica più facilmente sui social network..etc.. ma nonostante questo credo sia ancora utile tenere un blog. Piuttosto la sua funzione va ripensata: il blog può essere uno spazio assolutamente personale in cui c’è piu possibilità di esprimersi meglio, un luogo di riflessione più intimo, non sottoposto alla frenesia di mille contatti, di tante distrazioni. Insomma andare su un blog è come uscire dal bar per fare una chiacchierata a due, per ascoltarsi meglio. Un posto dove rendere la conoscenza più profonda. Come ascoltare tutte le canzoni di un cd di un artista, piuttosto che solo quella che trasmettono in radio…strazioni. Insomma andare su un blog è come uscire dal bar per fare una chiacchierata a due, per ascoltarsi meglio. Un posto dove rendere la conoscenza più profonda. Come ascoltare tutte le canzoni di un cd di un artista, piuttosto che solo quella che trasmettono in radio…ossibilità di esprimersi meglio, un luogo di riflessione più intimo, non sottoposto alla frenesia di mille contatti, di tante distrazioni. Insomma andare su un blog è come uscire dal bar per fare una chiacchierata a due, per ascoltarsi meglio. Un posto dove rendere la conoscenza più profonda. Come ascoltare tutte le canzoni di un cd di un artista, piuttosto che solo quella che trasmettono in radio…Piuttosto la sua funzione va ripensata: il blog può essere uno spazio assolutamente personale in cui c’è piu possibilità di esprimersi meglio, un luogo di riflessione più intimo, non sottoposto alla frenesia di mille contatti, di tante distrazioni. Insomma andare su un blog è come uscire dal bar per fare una chiacchierata a due, per ascoltarsi meglio. Un posto dove rendere la conoscenza più profonda. Come ascoltare tutte le canzoni di un cd di un artista, piuttosto che solo quella che trasmettono in radio…

Monologhi della vagina

“I Monologhi della Vagina”, tratto dall’omonimo bestseller della drammaturga Eve Ensler. Ovviamente niente di pornografico, ma “I monologhi della Vagina” nascono su una serie di interviste fatte alle tantissime donne di ogni età, razza, classe sociale e religione.
Hanno calcato i palcoscenici di moltissime città, e tra i più famosi quello di Broadway e di Londra, facendo sempre il tutto esaurito, nonostante i moltissimi tentativi di censura!
Nel 2000 finalmente vengono pubblicati anche in Italia e il loro umorismo trasgressivo (contenuto nei racconti che legano tutte le donne -dalla prima mestruazione, alla scoperta del sesso, al parto-) mescolato con una nota di dolore per le storie di violenza e pulizia etnica, cerca di rende più consapevoli le donne “su ciò che hanno in mezzo alle gambe”, sulla loro essenza di esser femmina…quindi non un libro femminista ma che vuole provocare, fa riflettere, mette al centro quella parte del corpo femminile che fino a non molto tempo fa sembrava quasi non avere vita propria, ma solo un utensile al servizio dell’uomo, per così dire.
Ecco alcune citazioni da questo libro:

“La mia vagina è una conchiglia, una tenera conchiglia rosa rotonda, che si apre e si chiude. La mia vagina è un fiore, un tulipano eccentrico, dal centro acuto e profondo, il profumo tenue, i petali delicati, ma robusti.”

[…]“Cominciamo dalla parola “vagina”. Nel migliore dei casi fa venire in mente un’infezione, forse uno strumento chirurgico: “Presto infermiera, mi porti la vagina”. “Vagina.” “Vagina.” Puoi dirla quante volte ti pare, ma non suona mai come una parola che hai voglia di pronunciare. E’ una parola assolutamente ridicola, non ha niente di sexy. Se la usi durante un rapporto, cercando di esprimerti in modo politicamente corretto- “Tesoro mi potresti carezzare la vagina?”- distruggi l’atmosfera all’istante.
Sono preoccupata per la vagina, per come la chiamano e come non la chiamano.
C’è chi la chiama “cosina”.[…] La chiamano anche “figa”o “fica”, “fessa”, “mona”. E ancora: “topa”, “sorca”, “bernarda”, “tana”, “farfalla”, “mortaio”e “cespuglio” ,“natura”, e poi “brugna”, “fregna”, “salvadanaio”, “cinsfornia”, “pertugio”, “gnocca”, “caverna”, “passera”, “mussa”, “boschetto”, “patata”, “patacca”, “patonza”, “meringa”. Sono preoccupata per le vagine.”

“La mia vagina è arrabbiata. Davvero. E’ incazzata. La mia vagina è furiosa e ha bisogno di parlare. Ha bisogno di parlare di tutta questa merda. Ha bisogno di parlarvi. Allora, cos’è tutta questa faccenda… C’è in giro un esercito di persone, che escogitano modi per torturare la mia povera, gentile, e amorevole vagina… che passano i giorni a fabbricare psicoprodotti e idee orrende per minare la mia passera.
Rompicoglioni della vagina!
Tutta questa merda che cercano senza sosta di spingerci dentro, per pulirci, per imbottirci, la faranno scomparire. Bene, la mia vagina non se ne andrà. E’ incazzata e se ne starà qui.”
(da “La mia vagina arrabbiata”)

“Nel 1593, nel corso di un processo per stregoneria, l’avvocato che conduceva le indagini (un uomo sposato) scoprì, a quanto pare per la prima volta, la clitoride; l’identificò come un capezzolo del diavolo, prova certa della colpevolezza della strega. Era “un piccolo pezzetto di carne, protuberante a guisa di un capezzolo, della lunghezza di un centimetro e mezzo”, che il carceriere “percepitolo al primo sguardo, non intendeva svelare, perché esso era adiacente a un luogo talmente segreto che non era convenevole a vedersi. Tuttavia, alla fine, non volendo nascondere una particolarità così strana”, la mostrò ad alcuni degli astanti. I presenti non avevano mai visto niente del genere. La strega fu condannata.
L’Enciclopedia dei miti e dei segreti della donna”
(da “La vagina: alcuni fatti”)

Nuovo blog!

E cosi venne anche qui il tempo dei saluti. Da oggi mi trasferisco su una nuova piattaforma, dato che su wordpress mi sono si trovato bene rispetto a dove ero prima, ma ci sono un pò troppe limitazioni per la versione non a pagamento, riguardo la formattazione del testo, i problemi d’incompatibilità quando si vuole aggiungere qualche banner esterno, e blogspot trovo sia una piattorma più a me congeniale, più facile da personalizzare. E quindi è venuto il momento di abbandonare questa casetta in cui sono stato bene, che mi ha fatto incontrare persone vecchie e nuove. Spero mi continuiate a seguire anche nel nuovo blog…VI ASPETTO!!! Potete trovare il nuovo blog cliccando QUI  A presto!!