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Missioni a rischio

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Ovviamente grande rispetto per i familiari, ma basta con questa ipocrisia..basta parlare di amor di patria, quando l’unica ragione per cui si parte per missioni come queste sono i soldi. la guerra è guerra, non esistono guerre per fare la pace, chi è morto sapeva a cosa andava incontro..

“Combattere per la pace è come fare sesso per la verginità” (J. Lennon)


Ciao Eluana

E cosi Eluana se ne è andata. Per sempre. La notizia è arrivata all’ora di cena di lunedì, e subito in senato è scoppiata la bagarre. Finalmente hai trovato la tua pace Eluana, ma non dimenticheremo la schizofrenia di questo paese, che ha preceduto la tua morte. Le tante parole inutili, lo sciacallaggio politico che è stato fatto della tua non-vita. E’stato fornito uno spettacolo indegno di un paese civile, con il presidente del consiglio che si appella a quella parte bigotta del paese arrivando a sostenere che Eluana “poteva generare figli” che era una donna sana, giovane, e bella. In conflitto istituzionale anche col capo dello stato, in molti sostengono che Eluana é stata ammazzata, persino da suo padre..

E la morte di Eluana scompagina anche i palinsesti televisivi, con Enrico Mentana che si dimette da mediaset perchè canale 5 preferisce mandare in onda regolarmente il Grande fratello, con una puntata centrata sulla squalifica di una psicopatica (finta o vera poco importa onestamente). E questo ha pagato in termini di ascolto: il gf ha avuto un ascolto doppio rispetto al “porta a porta” di Vespa dedicato al caso Englaro. Ma Mentana ha fatto bene secondo me. ha agito in maniera coerente con il suo ruolo, e come il buonsenso avrebbe suggerito a chiunque….canale5 rappresenta comunque una delle reti generaliste principali italiane e aveva il dovere di dedicare la prima serata a questo caso che ha scosso le coscienze degli italiani, anche per rispetto delle tante famiglie che vivono lo stesso problema. E stridono i pianti di federica del GF con le lacrime vere di tanti, alle prese con i dilemmi della vita.

Ora Eluana se ne è andata…speriamo che almeno queste tante chiacchiere siano servite a illluminare qualche coscienza…a riflettere su quanto Eluana ci ha detto: si perchè ci ha parlato per 17 anni, anche in silenzio, da quel letto di ospedale. Ci ha ammonito sull’importanza della vita, sul non gettarla per nulla, sul cercare di fare il meglio possibile, tutti i giorni. Ma ora ci ha salutato. Ora ha bisogno di dormire.

“Io amo la vita. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio … è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti.”

Piergiorgio Welby

Shoah, ricordare per proteggere il futuro.

Il 27 Gennaio si celebra la “giornata della memoria”, in ricordo dell’olocausto degli ebrei, tremenda tragedia per l’umanità. 27 Gennaio, giorno in cui le truppe sovietiche entrarono nel campo di Auschwitz, e perciò scelta come simbolo.

Anche questo modesto blog vuole ricordare questa giornata e lo fa riportando una lettera scritta in yiddish da un ragazzo di 14 anni prigioniero del campo di Putskow, recapitata ai suoi genitori da un contadino della zona:

“Miei cari genitori, se il cielo fosse carta e tutti i mari del mondo inchiostro, non potrei descrivervi le mie sofferenze e tutto ciò che vedo intorno a me. Il campo si trova in una radura. Sin dal mattino ci cacciano al lavoro nella foresta. I miei piedi sanguinano perché ci hanno portato via le scarpe… Tutto il giorno lavoriamo quasi senza mangiare e la notte dormiamo sulla terra (ci hanno portato via anche i nostri mantelli)”.

“Ogni notte, soldati ubriachi vengono a picchiarci con bastoni di legno e il mio corpo è pieno di lividi come un pezzo di legno bruciacchiato. Alle volte ci gettano qualche carota cruda, una barbabietola, ed è una vergogna: ci si batte per averne un pezzetto e persino qualche foglia. L’altro giorno due ragazzi sono scappati, allora ci hanno messo in fila e ogni quinto della fila veniva fucilato… Io non ero il quinto, ma so che non uscirò vivo di qui. Dico addio a tutti, cara mamma, caro papà, mie sorelle e miei fratelli, e piango…”

It’s a beautiful day

USA OBAMA INAUGURATION

Nuova alba per l’America. Speriamo nuova alba per il mondo. C’è voglia di cambiamento, ci sono grandi aspettative rispetto al nuovo presidente degli Usa, . Quante sfide che attendono Barak Obama, quanta strada da fare.  Ma già se si inizia a fare una cosa si è a metà dell’opera, il cambiamento quando è spinto da forze vere subito si fa strada, almeno nelle coscienze. Che personaggio carismatico questo Obama. Ma il suo è  un carisma che nasce dalla voglia di fare, di rappresentare qualcosa di significativo, un carisma all’antitesi di quello berlusconiano che nasce da una sorta di arroganza italiota. La sua figura è anche resa forte dall’immagine di famiglia che rappresenta. Se dietro ogni grande uomo c’è una grande donna allora Michelle Obama ha tutti i requisiti, insieme alle sue splendide figliole, per guidare suo marito. Auguri nuovo presidente, e che sia davvero una nuova era.

Facebook tra passato e presente

Scusate ma ascoltando questo video stavo morendo dalle risate..

si è una vera mania questa di facebook, mi meraviglio come si sia diffusa in cosi breve tempo, nel giro di un mese neppure…una piccola interpretazione può essere che in momenti di crisi,  di disorientamento tentiamo di riesumare il passato. Facebook infatti è nato per permettere di ritrovare i vecchi compagni di scuola..o persone che avevamo perso di vista. In molti vanno a cercare i propri ex amori..e in fondo è normale avere il desiderio di sapere come se la passano, in fondo li abbiamo amati in passato..E quindi internet compie un nuovo miracolo: unisce passato e presente, quel passato che sembrava sepolto, di colpo rientra dalla porta principale, quel pc da cui ti connetti ogni giorno, e qualche volta anche di notte. Insomma uno fa tanto per cancellare i fantasmi del passato e poi…ti ritornano cosi.

che poi ho notato la consuetudine di alcune donne di mettere nella foto del profilo una foto in cui al loro fianco hanno il figlioletto appena nato. Come per dire- agli ex compagni di scuola che magari all’epoca le consideravano bruttine- “hai visto? Ce l’ho fatta”. Si molte donne si sposano non perchè veramente innamorate, o perchè hanno trovato la persona giusta, ma per una sorta di riconoscimento sociale, per  dimostrare di aver raggiunto un traguardo. Ecco perchè tanti matrimoni stanno naufragando. Certo la vita è anche breve e non si può aspettare in eterno la persona giusta, e non tutti hanno la fortuna di incontrarla. Perciò certe scelte alla fine sono comprensibili, però per piacere mettete la foto di voi stesse e basta che vi apprezziamo lo stesso….

Bah…guardiamoci il video che è meglio. 😉

Eluana, un simbolo

Il 25 novembre Eluana Englaro compirà 38 anni, gli ultimi sedici vissuti in stato vegetativo permanente.

Ma chi è Eluana Englaro? Oggi è un simbolo, ma fino al 18 gennaio 1992 Eluana è una ragazza di 21 anni come tante, allegra e piena di vita.

Quella sera, tornando a casa, ha un gravissimo incidente stradale. L’auto su cui viaggia con i suoi amici sbatte contro un palo. Eluana entra in coma, e se anche ne uscisse, rimarrebbe paralizzata per la frattura di una vertebra.

La giovane non si sveglia: un anno dopo è ancora in coma e i medici dichiarano lo stato di stato vegetativo permanente, per la degenerazione irreversibile subita dal cervello. Il suo cuore batte ancora, Eluana respira perché il violentissimo trauma subito nell’incidente ha lesionato la corteccia cerebrale, ma non l’area del cervello deputata alla respirazione. Eluana può respirare, e non muore. Muoiono i suoi pensieri, la consapevolezza, i sentimenti e le relazioni, ma lei è viva e respira.

Due anni dopo l’incidente Eluana viene ricoverata nella casa di cura “Talamoni”, la stessa in cui è nata, a Lecco. Un sondino nasogastrico le garantisce alimentazione e idratazione, le suore della clinica la accudiscono tutti i giorni, in tutte le sue necessità. Eluana è cambiata tanto e le foto che la ritraggono non le assomigliano più: in un articolo di Bioetica (1-2000) il neurologo Carlo Alberto Defanti la descrive così: “Il suo aspetto è quello di una giovane donna ben nutrita e accudita i cui arti giacciono rigidi e immobili; solo il viso presenta alcuni movimenti automatici e riflessi, ma nessuna espressione umanamente significativa. In nessun modo si riesce a entrare in contatto con lei”.

Nello stesso articolo, Defanti ripercorre la storia clinica di Eluana, da lui seguita, e ricorda come lo stato attuale della donna, cioè lo stato vegetativo permanente, sia quello raggiunto dalla giovane un mese dopo l’incidente. Alternanza di sonno e veglia, occhi aperti e mobili. Gli arti deformati, “le labbra, la mandibola e la lingua animate da una sorta di tremore ritmico”, “assenza di risposta della corteccia cerebrale agli stimoli uditivi, assenza di risposta agli stimoli elettrici applicati sulle caviglie e una debole risposta corticale alla stimolazione elettrica del polso destro”. Nessun contatto visivo o di altro tipo con l’ambiente circostante. “Sono abolite le funzioni- scrive Defanti – delle corteccia cerebrale e quindi è abolita la coscienza. L’individuo ha perso la vita cognitiva e mantiene quella vegetativa”. Trascorsi 12 mesi, è “insignificante” la probabilità di una ripresa di funzioni superiori.

“Ma – scrive ancora il neurologo – il giovane e sano fisico” di Eluana – “se accudito con cura, come sta avvenendo – può sopravvivere per decenni.(…) Malgrado tutto ciò che sappiamo ci autorizzi a dire che non soffre direttamente per il suo stato”, di Eluana “rimane un corpo privo della capacità di provare qualsiasi esperienza, totalmente dipendente dalle cure che gli vengono fornite dal personale di assistenza”. Defanti conclude il suo racconto segnalando la situazione tragica in cui si trovano i genitori di Eluana, “che hanno perso una figlia ma non possono elaborarne compiutamente il lutto”.

Questa la storia di Eluana. Ora sembra che si sia arrivati a una conclusione definitiva con La sentenza della Cassazione che autorizza il padre della ragazza a staccare il sondino nasogastrico che la tiene ancora in vita. Ma Eluana non morirà subito..questo dovrà accadere in maniera naturale, perchè in Italia l’eutanasia è ancora vietata. In questi giorni si è tanto parlato di questo caso, ognuno ha detto la propria, chi pro chi contro. Mah credo che chi è all’esterno di certe situazioni non possa giudicare in maniera obiettiva…chi può dire cosa è giusto fare, se non ci si trova davvero nei panni di quel genitore? Siamo sempre nel paese della Chiesa Cattolica, ma la sofferenza in questo caso è più del genitore che della vittima che non sente nulla. Non so immagino che impazzirei al posto di quella persona, senza poter voltare pagina, mettendo fine a quella parte, seppur tragica, della propria vita in attesa che un giorno si possa compiere un miracolo dalla scienza giudicato impossibile. Eppure una parte dell’opinione pubblica non vorrebbe staccare la spina, perchè in fondo Eluana è il simbolo della vita, di quella parte di noi che non molla mai, nonostante tutto.

“Change has come to America”

E cosi come previsto da molti e sperato BARACK OBAMA E’ IL NUOVO PRESIDENTE DEGLI USA. Per la prima volta un afroamericano alla Casa Bianca, per la prima volta un nero. Chissà forse questa volta il cambiamento è davvero possibile, tira davvero una bella aria. Obama ha vinto perchè interprete del vero spirito della globalizzazione, quella che include anche i poveri davvero, nord e sud del mondo, è stato capace di parlare un linguaggio che arrivasse a tutti, oltre a delle notevoli capacità retoriche. Obama ha vinto perchè è arrivato ai giovani, tramite gli strumenti a loro più congeniali: blog, youtube, sms.

Bella lezione ci arriva dall’America. Anche di lealtà, civiltà. L’avversario, appena sconfitto, John McCain appena sconfitto ha dichiarato: “Obama My president”. Al contrario di qualcun altro che, quando sconfitto, parla di brogli, di elezioni da rifare, di complotto rosso…l’America per noi è ancora lontana.

Mai come questa volta c’è stata tanta attenzione per queste elezioni, come se si svolgessero a casa nostra. Eh si perchè l’America è ancora per certi versi il centro del mondo e se una batosta in Italia alla fin fine conta solo per noi, un brutto risultato in Usa può pesare sui destini del mondo. In bocca al lupo nuovo presidente!