La Finestra di Fronte

Voce marcata come ‘storia’

Shoah, ricordare per proteggere il futuro.

Gennaio 27, 2009 · 1 Commento

Il 27 Gennaio si celebra la “giornata della memoria”, in ricordo dell’olocausto degli ebrei, tremenda tragedia per l’umanità. 27 Gennaio, giorno in cui le truppe sovietiche entrarono nel campo di Auschwitz, e perciò scelta come simbolo.

Anche questo modesto blog vuole ricordare questa giornata e lo fa riportando una lettera scritta in yiddish da un ragazzo di 14 anni prigioniero del campo di Putskow, recapitata ai suoi genitori da un contadino della zona:

“Miei cari genitori, se il cielo fosse carta e tutti i mari del mondo inchiostro, non potrei descrivervi le mie sofferenze e tutto ciò che vedo intorno a me. Il campo si trova in una radura. Sin dal mattino ci cacciano al lavoro nella foresta. I miei piedi sanguinano perché ci hanno portato via le scarpe… Tutto il giorno lavoriamo quasi senza mangiare e la notte dormiamo sulla terra (ci hanno portato via anche i nostri mantelli)”.

“Ogni notte, soldati ubriachi vengono a picchiarci con bastoni di legno e il mio corpo è pieno di lividi come un pezzo di legno bruciacchiato. Alle volte ci gettano qualche carota cruda, una barbabietola, ed è una vergogna: ci si batte per averne un pezzetto e persino qualche foglia. L’altro giorno due ragazzi sono scappati, allora ci hanno messo in fila e ogni quinto della fila veniva fucilato… Io non ero il quinto, ma so che non uscirò vivo di qui. Dico addio a tutti, cara mamma, caro papà, mie sorelle e miei fratelli, e piango…”

Categorie: attualità
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In continua evoluzione

Dicembre 15, 2008 · 7 Commenti

Uno dei più grandi successi televisivi di questa stagione è stato “I migliori anni”, varietà del venerdi sera condotto su Raiuno da Carlo Conti. Programma rievocativo, degli scorsi decenni a partire dai ‘60…con molti ospiti specie musicali. Il momento clou era quello del “Noi che..”, costituito dagli sms mandati dal pubblico a casa riguardo a un qualcosa vissuto nel passato e che le generazioni odierne non conoscono. Io avendo superato i 30 anni in parte mi sento diviso tra tradizione e modernità, ho assaporato, sono cresciuto in quelli che per qualcuno sono i migliori anni, ma nel pieno della maturità ho beneficiato appieno degli strumenti del nuovo millennio..e mi sento fortunato perchè è come avere vissuto in due mondi diversi. I cambiamenti per me riguardano soprattutto la sfera delle comunicazioni…ho visto cose, innovazioni che per me tanti anni fa erano solo fantascienza. Ai tempi del liceo comunicavamo solo col telefono fisso, di casa…e per sentire la voce della fidanzatina si doveva necessariamente passare per quella del papà ;-) non ci davamo appuntamento su msn o su facebook, ma in piazza…davanti a quel muretto, anche se faceva freddo. E in vacanza? Ricordo la fila davanti alle cabine telefoniche( cosa sono?!) per telefonare ai parenti a casa. E le ricerche a scuola? su quei libroni pesantissimi, le enciclopedie, mica su google! Per non parlare delle foto delle vacanze..prima di vedere come diavolo erano venute, prima di perdersi nei ricordi dovevi aspettare che il fotografo le sviluppasse. Sembra roba di mille anni fa..invece appena una decina di anni fa il mondo era cosi. A volte mi chiedo cosa significhi nascere oggi, senza conoscere il significato del cambiamento vissuto…con un po d’invidia guardo alle nuove generazioni, perchè in fondo loro accumuleranno pù esperienze, tutto per loro sarà piu veloce..però, in tutto questo, proveranno EMOZIONI? Chissà…

Categorie: riflessioni
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Mille splendidi soli

Maggio 3, 2008 · 16 Commenti

Chi ha amato “Il cacciatore di aquiloni” di Hosseini, e il suo relativo film, non potrà fare a meno di leggere anche il successivo romanzo dello stesso scrittore..e cioè “Mille splendidi soli”. L’ho finito di leggere da poco, bellissimo. Se nel cacciatore di aquiloni l’autore aveva rivolto il suo sguardo, sempre intenso, al sentimento di amicizia maschile, in questo romanzo Hosseini ci presenta una storia di donne…due donne che attraversano gli ultimi anni di storia dell’Afghanistan..prima si odiano, ma poi nascerà in loro un fortissimo senso di solidarietà, di fronte alla violenza che, in quanto donne, subiscono sia in casa dal marito violento, sia pubblicamente per via del regime talebano. Si perchè in alcuni paesi islamici la condizione della donna non è quella che per fortuna, viviamo noi. Donne prigioniere del burqa, lapidate se escono di casa da sole, non accompagnate da un uomo. E da questo punto di vista il libro è molto duro, per stomaci forti…impressionanti le descrizioni delle violenze cui vengono sottoposte queste donne. Ma merita d’essere letto, perchè la storia di Mariam e Laila, è anche piena di speranza, di solidarietà, di quello spirito di sacrificio che solo una donna può avere, ed è anche una storia d’amore, l’unica strada per sopravvivere in un mondo che diventa sempre più ostile. E di amore per la vita, che paradossalmente diventa più forte in condizioni cosi estreme come quelle vissute dalle protagoniste. Su tutto domina lo stile di Hosseini, che riesce a esprimere poesia anche in una semplice descrizione di paesaggio, mai banale..sempre funzionale alla storia.

citazione: (parlando di Kabul) “non si possono contare le lune sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri”.

Categorie: libri
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