La Finestra di Fronte

Voce marcata come ‘notte’

Tempo Sospeso

Ottobre 28, 2008 · 10 Commenti

Sul sito del Corriere della sera c’è una bellissima iniziativa per festeggiare il decennale del forum “Italians” del mitico Beppe Severgnini. Si tratta di scegliere un’ora della propria giornata e raccontarla in 2000 caratteri. Io, essendo arrivato tardi, ho trovato disponibile solo l’1 e le 2 di notte, e ho scelto l’una. Fa niente, perchè tutte le ora della giornata hanno da rivelare qualcosa. C’è comunque ancora tempo fino al 31 Ottobre, e dopo inizieranno le votazioni.

Il mio racconto s’intitola “TEMPO SOSPESO” lo trovate cliccando sotto; l’unico limite è che con 2000 caratteri non ho potuto scrivere come vorrei…buona lettura se vi va! :-)

TEMPO SOSPESO

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Il giorno piu lungo dell’anno

Giugno 20, 2008 · 4 Commenti

E’bello vivere questo giorno. E’ come un piccolo miracolo che si ripete ogni anno. Tra il 21 e il 22 Giugno avverrà il solstizio d’estate, la notte più corta dell’anno e di conseguenza il giorno più lungo. Il trionfo della luce, alle 9 di sera è ancora giorno. E poi pian piano il sole compie il percorso inverso e le giornate pian piano cominciano ad accorciarsi. Ma adesso inizia sul serio l’estate. Segue un approfondimento su questo tema, intanto dalla finestra di fronte, affacciata sul bene e male del mondo BUONA ESTATE A TUTTI!

21 giugno, Solstizio d’Estate: in questo giorno – conosciuto come il più lungo dell’anno – il sole culmina allo zenith, ovvero si trova nel punto più alto della volta celeste. Le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane erano sacre e ancora oggi ciò si riflette in una festività cattolica che cade qualche giorno dopo il solstizio canonico, al 24 giugno, quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista. Va detto che i moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano tuttora il giorno di “Midsummer” (Mezza Estate, per citare Shakesperare) e i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge richiamano sempre migliaia di persone.
I giorni solstiziali includono alcune fra le celebrazioni più popolari dell’Occidente e poiché il sole trionfa nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo periodo dell’anno con la comunicazione diretta fra visibile e invisibile


Il gran numero di usanze e di piccoli rituali ancora oggi vivi in tutta Europa testimoniano che il solstizio estivo, insieme a quello invernale, resta uno dei periodi più amati e profondamente intessuti nella cultura popolare. E ai vecchi nomi ne subentrano di nuovi… per esempio, nell’antica Roma i due solstizi erano consacrati a Giano bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi. Oggi (non è un caso) troviamo i due Giovanni, il Battista presso il solstizio d’Estate e l’Evangelista presso quello d’Inverno.
I popoli antichi chiamavano i due solstizi “porte”: Porta degli Dèi o degli Immortali quello invernale, Porta degli Uomini quello estivo. Scrive Alfredo Cattabiani (in “Lunario”): «Omero descriveva nell’Odissea un misterioso antro dell’isola di Itaca nel quale si aprivano due porte. Il poeta spiegava che la porta degli uomini è rivolta a Borea, cioé a Nord (e infatti al solstizio estivo il sole si trova a nord dell’equatore celeste), mentre quella degli dèi e degli immortali è volta a Noto, ovvero a sud, perché l’astro al solstizio invernale si trova a sud dell’equatore.»

Il fascino della festa patronale dedicata a S. Giovanni risiede ancora oggi nei fuochi che si accendevano (e da qualche parte tuttora si accendono), facendo ardere mucchietti di resina, per andare poi a osservarli da lontano, la sera. Fino a qualche decennio fa, i fuochi di San Giovanni venivano accesi in tutta la Valle Camonica, soprattutto dai paesi collocati più in alto, in modo che potessero essere ben visibili da lontano. Questi falò continuano la tradizione di antichi riti pagani legati al solstizio d’estate: sono praticati dall’Irlanda alla Russia, dalla Svezia alla Grecia e alla Spagna. Documenti del XVI secolo testimoniano tale consuetudine in quasi tutti i paesi della Germania; i rituali intorno al fuoco erano connessi alla fertilità del raccolto, alla salute, alla buona sorte, a proteggere dai fulmini. In Austria, nel Salzkammergut e nella zona di Bad Goisern vicino ad Hallstatt (culla dei Celti della prima Età del Ferro) si usa ancor oggi accendere grandi falò sui fianchi delle montagne la sera del 23 giugno; celebrazione analoga è lo Highlight, un immane falò solstiziale che viene acceso a Schwarzenbach durante il Keltenfest, la festa dei Celti. Nell’antica Gallia, durante i giorni solstiziali si accendevano i fuochi sui monti dedicandoli al dio Belen (o Belenos, di cui abbiamo parlato nella pagina dedicata a Beltane).

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Di notte…

Aprile 17, 2008 · 8 Commenti

E’un gioiello questa nuova canzone di Ligabue, che sembra quello di “Certe Notti”..ma in maniera più pacata, dolce. Leggendo il testo ci si può facilmente identificare nella situazione politica attuale, di notte fonda per l’Italia, con tanta gente pronta a succhiarle il sangue. Un’italia resa a volte immobile da un certo vetero-cattolicesimo ( san pietri e madonne) Ma è bella la canzone soprattutto perchè sembra esaltare la magia e la calma della notte…quando tutto sembra possibile. Di notte crollano tutte le maschere, che di giorno troppo spesso portiamo, e ci si riesce a esprimere con più verità. Che poi non c’ho più il fisico per vivere la notte è un altro discorso… ;-)

Di canzone in canzone
di casello in stazione
abbiam fatto giornata
era tutta da fare
la luna ci ha presi
e ci ha messi a dormire
o a cerchiare la bocca
per stupirci o fumare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile

Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare
tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare

c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio
che non viene cambiato, che non viene smontato
e zanzare e vampiri che la succhiano lì
se lo pompano in pancia un bel sangue così
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volerla comprare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul mondo con un cielo privato
fra sanpietri e madonne
fra progresso e peccato
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea

e disegni di ieri che non vanno più via
di carezza in carezza
di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare

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