La Finestra di Fronte

Voce marcata come ‘morte’

Tragedia di Viareggio

Luglio 3, 2009 · 2 Commenti

Quante vacanze ho passato a Viareggio, quanti treni ho preso in quella stazione..perciò mi ha fatto ancora piu effetto questa tragedia. L’Italia, paese delle mille emergenze..che sempre DOPO si accorge dello stato delle cose, della mancanza di manutenzione, incuria. E intanto molte famiglie ancora una volta piangono…

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Ciao Eluana

Febbraio 11, 2009 · 5 Commenti

E cosi Eluana se ne è andata. Per sempre. La notizia è arrivata all’ora di cena di lunedì, e subito in senato è scoppiata la bagarre. Finalmente hai trovato la tua pace Eluana, ma non dimenticheremo la schizofrenia di questo paese, che ha preceduto la tua morte. Le tante parole inutili, lo sciacallaggio politico che è stato fatto della tua non-vita. E’stato fornito uno spettacolo indegno di un paese civile, con il presidente del consiglio che si appella a quella parte bigotta del paese arrivando a sostenere che Eluana “poteva generare figli” che era una donna sana, giovane, e bella. In conflitto istituzionale anche col capo dello stato, in molti sostengono che Eluana é stata ammazzata, persino da suo padre..

E la morte di Eluana scompagina anche i palinsesti televisivi, con Enrico Mentana che si dimette da mediaset perchè canale 5 preferisce mandare in onda regolarmente il Grande fratello, con una puntata centrata sulla squalifica di una psicopatica (finta o vera poco importa onestamente). E questo ha pagato in termini di ascolto: il gf ha avuto un ascolto doppio rispetto al “porta a porta” di Vespa dedicato al caso Englaro. Ma Mentana ha fatto bene secondo me. ha agito in maniera coerente con il suo ruolo, e come il buonsenso avrebbe suggerito a chiunque….canale5 rappresenta comunque una delle reti generaliste principali italiane e aveva il dovere di dedicare la prima serata a questo caso che ha scosso le coscienze degli italiani, anche per rispetto delle tante famiglie che vivono lo stesso problema. E stridono i pianti di federica del GF con le lacrime vere di tanti, alle prese con i dilemmi della vita.

Ora Eluana se ne è andata…speriamo che almeno queste tante chiacchiere siano servite a illluminare qualche coscienza…a riflettere su quanto Eluana ci ha detto: si perchè ci ha parlato per 17 anni, anche in silenzio, da quel letto di ospedale. Ci ha ammonito sull’importanza della vita, sul non gettarla per nulla, sul cercare di fare il meglio possibile, tutti i giorni. Ma ora ci ha salutato. Ora ha bisogno di dormire.

“Io amo la vita. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio … è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti.”

Piergiorgio Welby

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Titanic, quando il cinema non affonda

Dicembre 8, 2008 · 8 Commenti

Sabato sera prima di uscire mi è capitato di dare uno sguardo a TITANIC, trasmesso su canale 5. Ora non lo ricorda quasi più nessuno, ma questo film uscito nel ‘97, sbancò i botteghini italiani come nessun altro. E tale film, premiato poi con 11 oscar,  assunse proprio la connotazione  di “EVENTO: ricordo che per due mesi almeno, tutte le sere, dico tutte le sere, compresi i lunedi i martedi etc, il cinema era stracolmo! Non esistevano altri film praticamente, anche perchè allora le multisale erano meno diffuse. Una cosa che da parecchio tempo non si vede..chissà perchè non si è riusciti a creare un film che come quello si trasformasse in evento epocale. Una tragedia romantica quella di Jack e Rose, sentimenti estremi, Amore e Morte che nella vita molto spesso sono connessi. Storia d’amore inserita in una storia vera  e drammatica, il naufragio del Titanic. Tante vite che vengono spezzate su quel transatlantico ma l’amore di Jack e Rose vince anche nella morte, morte che quasi sembra inevitabile..”giusta”..se jack si fosse salvato sarebbe stato lo stesso un film di successo? Non credo…perchè jack su quella barca aveva incontrato tutto: la sua anima gemella, con cui molto presto ha fatto l’amore, dopo averle fatto un ritratto, tremando per l’emozione. Hanno vissuto tutto jack e rose: amore a prima vista, corteggiamento, emozione, timidezza, passione. E la morte sublima tutto questo, rende immortale l’amore in Rose. Ecco perchè nella ultimissima scena strappalacrime Rose, ormai vecchia, s’immagina Jack che l’aspetta sopra le scale della sala da ballo del titanic, lo raggiunge e si baciano circondati dagli applausi di tutti.  No non poteva esserci un altro finale per questo film.

Chissà se in futuro ci sarà ancora un film capace di radunare grandi folle, al di là delle uscite dei teenager del sabato, o dei fidanzati della domenica. Certo c’è crisi ovunque, mancano gli investimenti, e allora si va sul sicuro producendo il sequel di “indiana jones”, o di Rocky che nulla piu hanno da aggiungere a quanto hanno dato in passato,  ma forse sono anche i tempi che sono cambiati: c’è troppa frammentazione, sistemi economici non comunicanti…ma tant’è: penso che il cinema comunque continuerà ad emozionare.

Nel video: Tra le scene piu belle del film…difficile dirsi addio quando ci si è incontrati cosi bene..

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Twilight, amore e conflitti

Novembre 25, 2008 · 6 Commenti

Grande successo in tutto il mondo per il film “Twilight” tratto dal romanzo omonimo di S. Meyer, a cui sono seguiti altri tre capitoli.

Twilight è una sorta di Giulietta e Romeo in versione dark, con la goffa Belle che s’innamora del vampiro gentiluomo.

Il Twilight-libro  è piaciuto al pubblico soprattutto adolescenziale perchè è prevalentemente una storia d’amore, in toni dark e con elementi soprannaturali, appassionando soprattutto le ragazze che si identificano nella protagonista, che per tre libri ( il quarto non lo diciamo perchè appena uscito e magari qualcuno lo sta leggendo) tenta di offrire al vampiro collo e verginità, arrivando a voler sacrificare la sua stessa vita per coronare il suo sogno d’amore. Storia che ha appassionato anche i più grandi..i vampiri hanno sempre una grossa presa, dal “Dracula” di Bela lugosi, al serial americano Buffy; forse perchè rappresentano il conflitto tra Eros e Thanatos, amore e morte che i più romantici apprezzano sempre. E quindi la magica tensione tra i due protagonisti in un continuo oscillare tra attrazione e paure, l’erotismo forte ma  trattenuto hanno fatto si che anche il film sia un successo, dovuto anche all’esaurirsi della spinta di Harry potter ormai al capolinea. Beh mi è capitato di dare uno sguardo al libro…ben scritto, che non si perde nella pruderie e nell’infantilismo di un moccia italiano. Ben venga quindi il successo presso le nuove generazioni di questo prodotto.  E in fondo amare un vampiro significa essere attratti dall’ignoto, da un universo che non si conosce…

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Eluana, un simbolo

Novembre 17, 2008 · 7 Commenti

Il 25 novembre Eluana Englaro compirà 38 anni, gli ultimi sedici vissuti in stato vegetativo permanente.

Ma chi è Eluana Englaro? Oggi è un simbolo, ma fino al 18 gennaio 1992 Eluana è una ragazza di 21 anni come tante, allegra e piena di vita.

Quella sera, tornando a casa, ha un gravissimo incidente stradale. L’auto su cui viaggia con i suoi amici sbatte contro un palo. Eluana entra in coma, e se anche ne uscisse, rimarrebbe paralizzata per la frattura di una vertebra.

La giovane non si sveglia: un anno dopo è ancora in coma e i medici dichiarano lo stato di stato vegetativo permanente, per la degenerazione irreversibile subita dal cervello. Il suo cuore batte ancora, Eluana respira perché il violentissimo trauma subito nell’incidente ha lesionato la corteccia cerebrale, ma non l’area del cervello deputata alla respirazione. Eluana può respirare, e non muore. Muoiono i suoi pensieri, la consapevolezza, i sentimenti e le relazioni, ma lei è viva e respira.

Due anni dopo l’incidente Eluana viene ricoverata nella casa di cura “Talamoni”, la stessa in cui è nata, a Lecco. Un sondino nasogastrico le garantisce alimentazione e idratazione, le suore della clinica la accudiscono tutti i giorni, in tutte le sue necessità. Eluana è cambiata tanto e le foto che la ritraggono non le assomigliano più: in un articolo di Bioetica (1-2000) il neurologo Carlo Alberto Defanti la descrive così: “Il suo aspetto è quello di una giovane donna ben nutrita e accudita i cui arti giacciono rigidi e immobili; solo il viso presenta alcuni movimenti automatici e riflessi, ma nessuna espressione umanamente significativa. In nessun modo si riesce a entrare in contatto con lei”.

Nello stesso articolo, Defanti ripercorre la storia clinica di Eluana, da lui seguita, e ricorda come lo stato attuale della donna, cioè lo stato vegetativo permanente, sia quello raggiunto dalla giovane un mese dopo l’incidente. Alternanza di sonno e veglia, occhi aperti e mobili. Gli arti deformati, “le labbra, la mandibola e la lingua animate da una sorta di tremore ritmico”, “assenza di risposta della corteccia cerebrale agli stimoli uditivi, assenza di risposta agli stimoli elettrici applicati sulle caviglie e una debole risposta corticale alla stimolazione elettrica del polso destro”. Nessun contatto visivo o di altro tipo con l’ambiente circostante. “Sono abolite le funzioni- scrive Defanti – delle corteccia cerebrale e quindi è abolita la coscienza. L’individuo ha perso la vita cognitiva e mantiene quella vegetativa”. Trascorsi 12 mesi, è “insignificante” la probabilità di una ripresa di funzioni superiori.

“Ma – scrive ancora il neurologo – il giovane e sano fisico” di Eluana – “se accudito con cura, come sta avvenendo – può sopravvivere per decenni.(…) Malgrado tutto ciò che sappiamo ci autorizzi a dire che non soffre direttamente per il suo stato”, di Eluana “rimane un corpo privo della capacità di provare qualsiasi esperienza, totalmente dipendente dalle cure che gli vengono fornite dal personale di assistenza”. Defanti conclude il suo racconto segnalando la situazione tragica in cui si trovano i genitori di Eluana, “che hanno perso una figlia ma non possono elaborarne compiutamente il lutto”.

Questa la storia di Eluana. Ora sembra che si sia arrivati a una conclusione definitiva con La sentenza della Cassazione che autorizza il padre della ragazza a staccare il sondino nasogastrico che la tiene ancora in vita. Ma Eluana non morirà subito..questo dovrà accadere in maniera naturale, perchè in Italia l’eutanasia è ancora vietata. In questi giorni si è tanto parlato di questo caso, ognuno ha detto la propria, chi pro chi contro. Mah credo che chi è all’esterno di certe situazioni non possa giudicare in maniera obiettiva…chi può dire cosa è giusto fare, se non ci si trova davvero nei panni di quel genitore? Siamo sempre nel paese della Chiesa Cattolica, ma la sofferenza in questo caso è più del genitore che della vittima che non sente nulla. Non so immagino che impazzirei al posto di quella persona, senza poter voltare pagina, mettendo fine a quella parte, seppur tragica, della propria vita in attesa che un giorno si possa compiere un miracolo dalla scienza giudicato impossibile. Eppure una parte dell’opinione pubblica non vorrebbe staccare la spina, perchè in fondo Eluana è il simbolo della vita, di quella parte di noi che non molla mai, nonostante tutto.

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