La Finestra di Fronte

L’ombra del vento

Dicembre 8, 2007 · 10 Commenti

Seguendo il consiglio di alcune blogger ho letto anche io questo libro: “L’ombra del Vento” di Zafon. Beh mi è piaciuto molto…un romanzo avvincente, una sorta di giallo che appassiona, e ci fa partecipi del vissuto e dei sentimenti del protagonista Daniel. E poi c’è il personaggio di Fermin, l’amico di Daniel che ogni tanto pronuncia delle vere e proprie perle di saggezza. Al di la di tutto, in questo romanzo il filo conduttore è l’amore per i libri, che quando li leggiamo diventano per qualche giorno i nostri migliori amici…

 

ecco qualche citazione:

 

 

Mi abbandonai a quell’incantesimo fino a quando la brezza dell’alba lambì i vetri della finestra e i miei occhi affaticati si posarono sull’ultima pagina. Solo allora mi sdraiai sul letto, il libro appoggiato sul petto, e ascoltai i suoni della città addormentata posarsi sui tetti screziati di porpora. Il sonno e la stanchezza bussavano alla porta, ma io resistetti. Non volevo abbandonare la magia di quella storia né, per il momento, dire addio ai suoi protagonisti. Un giorno sentii dire a un cliente della libreria che poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli il cuore. L’eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale – non importa quanti altri libri leggeremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo – prima o poi faremo ritorno.”

 

 

“In genere il destino si apposta dietro l’angolo, come un borsaiolo, una prostituta o un venditore di biglietti della lotteria, le sue incarnazioni più frequenti. Ma non fa mai visita a domicilio. Bisogna andare a cercarlo”

 

 

 

“Nel giro di tre o quattro generazioni la gente non sarà più nemmeno in grado di scorreggiare da sola e l’essere umano regredirà all’età della pietra, alle barbarie medievali, ad uno stadio che la lumaca aveva già superato all’epoca del pleistocene. Il mondo non verrà distrutto da una bomba atomica, come dicono i giornali, ma da una risata, da un eccesso di banalità che trasformerà la realtà in una barzelletta di pessimo gusto”

 

 

 

“Il folle è consapevole di esserlo? O i pazzi sono coloro che vogliono convincerlo della sua follia per salvaguardare la loro esistenza insensata?”

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